Adozione Internazionale - Dedicato a chi vuole adottare un bambino, a chi l'ha adottato, a chi vuole sapere davvero quali sono i problemi ma anche le soluzioni. Adozione Internazionale - Dedicato a chi vuole adottare un bambino, a chi l'ha adottato, a chi vuole sapere davvero quali sono i problemi ma anche le soluzioni. Adozione Internazionale - Dedicato a chi vuole adottare un bambino, a chi l'ha adottato, a chi vuole sapere davvero quali sono i problemi ma anche le soluzioni.
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Affetti dispersi - Adozione Internazionale sostiene la raccolta di firme per il diritto degli adottati a non essere separati dai fratelli e sorelle. Prima firmataria è Rita Levi Montalcini.
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Parlano loro - I racconti, ricordi e passioni di ragazzi che vivono l'esperienza dell'adozione. A curare la rubrica sono Serghiey e Marco.
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AFFETTI DISPERSI 



Talvolta si ha l´impressione che questa società consideri i bambini abbandonati come pacchi postali, e l´adozione non più di una delle possibili destinazioni. Appena arrivano al nuovo indirizzo, gli si cambiano connotati, il nome ed il cognome, si fa una bella ripulitina al pacchetto, magari gli si mette su una carta nuova, e si azzera ogni aspetto diverso che potrebbe stonare con la nuova destinazione. 
Così il brasiliano Paco diventa Gianmatteo, il peruviano Raoul si muta in Luca, il russo Sergej diviene un più facile Federico, e Olga una più toscana Chiara.
  E´ chiaro che insieme a questo cambiamento di nome, effettuato dalla quasi totalità dei genitori adottivi, si cela un´intenzione malcelata di possesso, una volontà di farli nascere di nuovo, questi figli venuti da così lontano, un ribattezzarli, magari per quel sogno di una maternità/paternità tanto a lungo inseguita. 
E perciò tutto quanto non collima con il sogno, con le aspettative, va rigettato indietro, in quel buco nero della vecchia identità del bambino, ripulito oggi e rivestito a festa nella nuova famiglia, come nella nuova società. 

Così le storie vengono negate, e la identità personale, diritto inalienabile di ogni essere umano, viene calpestata. E anzichè costruire sopra la certezza di un presente, si creano illusori quanto instabili futuri, basati soltanto sulla sabbia di un desiderio, di un´aspettativa. E quanto sarà duro per il ribattezzato Matteo confrontarsi con queste aspettative, o per la nuova Chiara non deludere questi importanti nuovi genitori. Questi genitori che li hanno salvati, che hanno offerto loro una seconda formidabile possibilità di vita. Ed in cambio di tutto questo chiedono, quasi un ricatto, che s´indossi questa nuova identità. 

Ed è meglio allora dimenticare tutto, specie tutto quel dolore e quella storia spezzata. Ed i legami, e gli affetti, che l´adozione ha disperso? E anche quando ci sono dei ricordi positivi, occorre dover dimenticare? 

Una recente indagine, una delle pochissime, compiuta dall´Università degli Studi di Napoli, in collaborazione con il locale Tribunale per i Minorenni, ha dimostrato che il 26% dei bambini adottati, secondo il loro campione, ha chiesto notizie dei fratelli naturali. E cosa ne è stato di questi fratelli o sorelle? Talvolta sono rimasti in istituto, o più spesso sono stati adottati da altre coppie, e finiti in altri paesi, anche lontani. E tutto questo senza lasciare possibilità di un contatto, telefonico, o postale. 
Dice Vania alla sua mamma adottiva: 
“Questa foto qua voglio mandarla a Sasha (la sorella), e dirle che sto bene.” 
Ma Sasha è introvabile. 
Ilia disegna la sua famiglia: il papà, la mamma, suo fratello Nicola, e vi aggiunge un´altra figura. “Questa è mia sorella Irina, la più grande. Lei si occupava di noi, nella casa dei bambini.” 
Ma è impossibile rintracciare Irina. Tanto i bambini abbandonati sono pacchi postali, spediti per il mondo, verso una nuova destinazione. 

Questi bambini devono poter mantenere i rapporti con i propri fratelli o sorelle di sangue. Spesso, se sono più grandi, questi sono stati un po´ come i loro genitori, e il legame può essere stato anche molto forte. E´ fondamentale evitare questi traumi per la loro crescita e la ricomposizione della propria identità, che deve rafforzarsi. Altrimenti sono altre e gravi ferite che si aggiungono alla “ferita originale”, la storia dell´abbandono, che spesso non si sana mai. 

Si parla spesso di comunità e di società multietnica. E di famiglia allargata. Ma dobbiamo ancora imparare a valorizzare le differenze e a costruire su di esse. E l´adozione internazionale può essere veramente vincente solo in questo senso. Occorre imparare a costruire, nell´interesse supremo del minore, la sua nuova storia, nel rispetto della precedente, e nel mantenimento, se ci sono, dei legami di fratellanza precedenti. Non possiamo pretendere che i bambini mettano nuove e più salde radici se gli distruggiamo quelle preesistenti. 

Nell´adozione, perchè ci sia armonia, tutto deve risolversi con continuità, e deve esserci un percorso possibile tra tutti i punti del viaggio. Occorre mantenere la storia. 
Non si può viaggiare come su una semiretta che parte da un punto definito, magari l´incontro genitori adottivi-figli, e poi via decisi in senso orizzontale. No, perchè c´è un prima, oltre l´origine, ed è l´inizio di una storia reale che non va dimenticato. E in questa storia possono esserci degli affetti, che non vanno dispersi.

ANNA GENNI MILIOTTI
APPELLO ALLE AUTORITA' INTERNAZIONALI

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