Adozione Internazionale - Dedicato a chi vuole adottare un bambino, a chi l'ha adottato, a chi vuole sapere davvero quali sono i problemi ma anche le soluzioni. Adozione Internazionale - Dedicato a chi vuole adottare un bambino, a chi l'ha adottato, a chi vuole sapere davvero quali sono i problemi ma anche le soluzioni. Adozione Internazionale - Dedicato a chi vuole adottare un bambino, a chi l'ha adottato, a chi vuole sapere davvero quali sono i problemi ma anche le soluzioni.
Chi siamo - La redazione del sito è formata da professionisti ed esperti che si occupano di adozione in ogni suo aspetto: da quello legale a  quello psicologico.
Affetti dispersi - Adozione Internazionale sostiene la raccolta di firme per il diritto degli adottati a non essere separati dai fratelli e sorelle. Prima firmataria è Rita Levi Montalcini.
Legge & commenti - E' lo spazio dedicato alle ultime novità e tematiche legislative. A curare queste pagine è l'Avv. Manuela Cecchi, esperta diritto famiglia.
Attività - Gli incontri dedicati a chi vuol prepararsi all'adozione oppure è già genitore adottivo e i corsi per quanti vogliono diventare "accompagnatori" all'adozione o all'affido.
Adottiamo la salute - E' l'osservatorio interattivo dedicato alle  sintomatologie della salute dei bambini stranieri adottati curato dal dottor Sauro Raspanti. Un questionario apre un filo diretto tra genitori ed esperti.
Forum - La tua esperienza a confronto con quella di altri genitori e adottati. Il luogo ideale in cui scambiarsi opinioni e consigli.
Parlano loro - I racconti, ricordi e passioni di ragazzi che vivono l'esperienza dell'adozione. A curare la rubrica sono Serghiey e Marco.
Adozione a scuola - Mery La Rosa , mamma di quattro bambini originari del Brasile e maestra elementare, cura una rubrica nel quale si affrontano le problematiche relative all'inserimento scolastico.
Enti autorizzati - Esperienze, suggerimenti e consigli per affrontare il cammino verso l'adozione con gli strumenti più adatti.
Salva-gente - Fogli, certificati, dichiarazioni e traduzioni: l'iter burocratico per l'adozione può sembrare un ostacolo insormontabile. Qui ci sono risposte utili per superare ogni difficoltà.
Le nuove regole - Le nuove leggi e norme che regolano l'adozione internazionale commentate da professionisti ed esperti di diritto.
Libri - Piccola vetrina di opere dedicate al tema dell'adozione. Una sezione è dedicata ai libri realizzati dagli esperti che si occupano del sito.
Album - La piccola Dasha apre il suo spazio alle foto più belle di chi, come lei, vive l'esperienza dell'adozione. Il suo sogno è realizzare un album con centinaia e centinaia di immagini.
   


AFFETTI DISPERSI 


 info@adozioneinternazionale.net

In questo ultimo anno, nelle storie raccontatemi dai genitori adottivi, ricorre molto spesso la situazione di dispersioni familiari: fratelli e sorelle divisi nell´adozione, di cui non si sa, e non si può sapere niente, nemmeno la località o il paese in cui, adottati, sono andati a vivere. 
Talvolta i fratelli dei bambini adottati rimangono invece in istituto, e se ne perdono, con il tempo, le tracce. Questa situazione porta a traumi psicologici, e ne abbiamo la conferma dalle relazioni psicologiche, che parlano di ragazzi adolescenti con ancora il dramma di un affetto spezzato e disperso. Traumi che aggiunti a quelli dell´abbandono, non sono facili da superare. 
In Italia non si parla affatto del problema, che però esiste. Io stessa, nel mio ultimo viaggio a Mosca, ho toccato con mano la difficoltà di poter dialogare su questi temi in un paese culturalmente, sul tema della famiglia, a noi distante. 
Persino la Chiesa ortodossa non tiene conto dei legami familiari, e divide nelle loro “case rifugio” i maschi dalle femmine, senza tenere minimamente conto dell´esistenza di stretti legami familiari. 

Vorrei quindi iniziare con una testimonianza: 

“ Dove è andata Masha? Ivan e Gregory sono due fratellini, molto vivaci, venuti da San Pietroburgo. 
Hanno nuovi genitori chiassosi, brontoloni, confusionari ma non tanto cattivi. Hanno imparato velocemente una nuova lingua, hanno nuovi amici, nuove maestre, si sono integrati rapidamente. 
Spesso ricordano la casa dei bambini in Russia: era una buona casa di bambini dove c´era da mangiare, c´era il tempo per giocare, la ginnastica la mattina, le cure in infermeria, c´erano tanti amici e alcune maestre erano quasi mamme. Qualche volta ricordano anche i genitori russi: c´erano cose belle e cose non tanto belle. Ivan e Gregory ricordano anche una sorellina, Tania, ma non sanno dove è ndata e qualche volta viene loro da piangere. 
Loro dicono: “Tania è nostra, non dovevano separarla da noi.” Forse Tania è in una nuova famiglia con nuovi genitori che le vogliono molto bene, forse ha imparato una nuova lingua, forse va già a scuola. 
Se le cose non cambiano Ivan e Gregory non troveranno mai Tania. E. Martini.”

L´adozione internazionale è divenuta in questi ultimi cinque anni un fenomeno numericamente molto rilevante, con 89.444 domande e una media di più di 2.000 adozioni effettuate all´anno. Abbiamo avuto l´approvazione della nuova legge in materia, che introduce la normativa della Convenzione Internazionale dell´Aja, e finalmente ci siamo adeguati istituendo anche noi l´organismo Centrale di controllo e coordinamento sulle adozioni internazionali, la Commissione per le adozioni internazionali, che si è insediata nel maggio scorso. 

Ma a fronte della sempre maggiore rilevanza dell´adozione internazionale come fenomeno sociale, dobbiamo registrare ancora la totale mancanza di una cultura dell´adozione internazionale. In televisione, o sulla stampa, se ne parla solo quando “fa notizia”, e quando c´è un “bambino” da sbattere in prima pagina. 
E si fanno solo luoghi comuni: si parla sempre e solo del mercato internazionale dei bambini, si fanno incursioni “terroristiche” sulla tragicità delle condizioni di vita in quei paesi, sulla gravità dei problemi che questi bambini si portano con sè… 
Recentemente, poi, va di moda sottolineare le tristi condizioni di vita dei bambini negli istituti stranieri, regno conclamato dei pedofili. Come se non fossero esistiti analoghi episodi anche nel nostro paese. 
A questa disinformazione imperante che ottiene come unico effetto quello di aumentare ansie e preoccupazioni negli aspiranti genitori adottivi, e di produrre pesanti discriminazioni nei confronti dei bambini adottati, nessuno osa rispondere. Anche perchè nessuno sa come rispondere. Basterebbe opporre una corretta informazione al delirante sensazionalismo. Ma questa, come ben sappiamo, non aumenta le vendite dei giornali. 

Ed il peggio è stato oramai compiuto in questi anni, gli anni in cui ha imperato il “fai da te”. L´85% delle adozioni internazionali, è stato portato a termine seguendo questo sistema, cioè attraverso avvocati (veri o falsi), intermediari di ogni tipo, associazioni varie, tutto quanto garantiva una strada più veloce, e meno impegnativa, rispetto a quei pochi Enti autorizzati che il mercato offriva. 
In questo vario universo di intermediazione, non era necessario alcun percorso di preparazione, che veniva spesso lasciato alla buona volontà delle coppie.  Poche le associazioni che si preoccupavano di accompagnare in qualche modo gli aspiranti genitori verso questa esperienza, o verso lo specifico percorso in quel determinato paese, dove li aspettava l´agognato “abbinamento”. 

E´ in questo totale caos che sono arrivati nel 1999, fortissimamente voluti nonostante le infinite difficoltà dell´operazione adozione internazionale, 3.123 bambini stranieri, la punta massima registrata in questi ultimi anni. Sono venuti per grandissima parte dalla ex URSS, dalla Romania, dalla Bulgaria, dalla Colombia, dall´India e dal Brasile, e anche da alcuni paesi africani. 
Sono venuti portando con sè un patrimonio prezioso di lingue, culture, stili di vita, etnie e razze, completamente diverse. E costituiscono un tipo particolarissimo di immigrazione con una propria identità assolutamente non protetta. Citiamo l´Art. 8 della Carta dei diritti dell´infanzia, che prevede il Diritto del fanciullo a preservare la propria identità. E´ fondamentale per un equilibrato sviluppo psicologico, che ogni bambino possa mantenere il più possibile integri i connotati della sua “storia”. Certo non è facile ricucire i legami spezzati di una vita dopo una vicenda di abbandono, e questa è la scommessa certo non facile dell´adozione. Ma questo può riuscire solo quando c´è rispetto e accoglienza di questa “storia”, e dei suoi protagonisti. Inoltre, nel caso dell´adozione internazionale, la storia è fatta anche di cultura etnica profondamente diversa.


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